The Venice Project launch name: Joost

Posted by luca
on Wednesday, January 17

Joost logo
The Venice Project has now a launch name: Joost.
The misterious IPtv project created by Niklas Zennstrom and Janus Friis seems to be released soon.

MPlayer console tip

Posted by luca
on Wednesday, January 17

MPlayer tip screenshot
I've discovered an interesting tip for MPlayer to play all folder's media files. enter:

mplayer *

It automatically enqueue your files.
If you use fast forward (up key) mplayer treats your playlist like one file, so you can navigate between your files. Unfortunately it works only with forward seek.

Indymedia Italia chiude

Posted by luca
on Friday, December 01

Da qualche giorno sulla home page di Indymedia Italia campeggia un avviso di interruzione delle attività. Quando una voce, qualunque idea essa sostenga, smette di funzionare c'è da preoccuparsi perchè viene a mancare un'opinione che ?� un tassello del pluralismo dell'informazione.



La mia riflessione vuole per?? porre attenzione sul fenomeno autogestione. Cosa rappresenta la chiusura di Indymedia? E' il fallimento di un modello o semplicemente i gestori sono stanchi di perquisizioni e denunce? Da tempo il sito era diventato un calderone di inutili, e a volte, sterili polemiche, il newswire inservibile a causa dell'eccessiva attività di posting. Nel corso degli anni si è assistito ad un deterioramento qualitativo delle informazioni fornite, a mio avviso ciò è dovuto in parte ad una mancanza di senso civico e di autoregolamentazione e in parte alla scarsa attendibilità degli autori.
E' la stessa sindrome di cui soffre Wikipedia.



Pare che questi sistemi godano di un periodo, quello iniziale, di collaborazione attiva e propositiva e poi cadano nel caos. Essendo lo specchio del mondo reale, anche queste esperienze stanno scoprendo una crisi del metodo di cooperazione. Queste stesse riflessioni hanno portato il co-fondatore della famigerata enciclopedia libera ad approdare ad un nuovo progetto di pubblicazione aperta, in cui si pone l'attenzione sulla qualità dei contenuti.



La crisi appare in forte contrasto con lo stato di salute delle altre forme di socialità online, basti pensare alla credibilità ed autorevolezza che ha raggiunto il software open source. Il punto credo sia proprio questo, è meno impegnativo postare un articolo senza senso che dare il proprio apporto ad un progetto di collaborazione. In un certo senso è più accessibile un muro (virtuale s'indende) su cui far capeggiare orgogliosi il nostro stupido slogan rispetto ad un repository di un software libero in cui vige una meritocrazia, che alla fine tende a produrre risultati di qualità.



Credo sia giunto il momento, come afferma il collettivo di Indymedia, di fermarsi a riflettere, tacere e ripartire dal basso, comprendere i nuovi bisogni, le nuove necessità e i nuovi modi di fare informazione.

La tv causa l'autismo?

Posted by luca
on Tuesday, October 17
Mentre Luc Besson incontra i bambini romani e li invita a guardare meno tv, perch?� mina la fantasia, Waldman, Nicholson e Adilov pubblicano una ricerca secondo la quale i "media passivi" aumenterebbero la predisposizione all'autismo nella fascia sotto i tre anni. I ricercatori della Cornell University hanno focalizzato la loro attenzione su uno strano fenomeno: un incremento dei casi negli stati in cui le precipitazioni erano assai frequenti, e hanno poi direttamente associato questa tendenza alla maggiore esposizione al mezzo televisivo. "E' naturale che quando piova o nevichi le attivit?� all'aria aperta siano impedite e che i bimbi trascorrano pi?? tempo in casa, in particolar modo a guardare la tv", affermano nel loro rapporto. Cos?� i tre studiosi hanno preso in esame i dati dei bambini nati tra il 1972 ed il 1989, in California, Oregon e Washington, incrociandoli poi con la diffusione di prodotti di massa quali il videoregistratore, la tv via cavo e dei dvd. Proprio negli anni '50, col VCR (l'antenato del VHS) si sono riscontrati i primi casi, mentre i decenni successivi sono stati testimoni di una proliferazione di casi di bambini affetti da autismo, diretta conseguenza dell'apertura di canali dedicati ai pi?? piccoli: Nickelodeon (1979) e Disney Channel (aperto nel 1983). Il dato oggi cresce esponenzialmente: tre anni fa l'incidenza era di un caso su 2500, ora appena uno su 166, vista la pervasione che hanno raggiunto i nuovi media. Si stima infatti che negli anni della scuola dell'obbligo i ragazzini spendano 1.100 ore all'anno in intrattenimento contro le 800 nello studio e che il tempo medio trascorso a guardare cartoni o telefilm sia di 2h e 40 minuti. Dati allarmanti se si considera che il 20,4% sfora le 4 ore e che solo un bambino su cento non guarda la tv. In sintesti, la ricerca pubblicata qualche giorno fa, confermerebbe la stretta correlazione tra i due fenomeni, su cui si ?� gi?� espresso il Centro Studi sull'Adolescenza.